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come la montagna mi ha cambiata

C’è un momento in cui il rumore della città svanisce, l’aria si fa più sottile, e ogni passo diventa un battito che si fonde con il tuo respiro. È quando sei in montagna, scalando sentieri, correndo tra rocce e pini, che riscopri parti di te dimenticate: la fiducia che si rinforza, la mente che si libera, il corpo che celebra la sua essenza.

Il trail running non è solo corsa, non è solo sport: è una pratica che parla di autostima, di connessione con la natura, di coraggio nel superare se stessi. In questo articolo ti racconterò come correre in montagna ha cambiato la mia prospettiva, e come puoi farlo anche tu.


1. Viaggio dentro se stessi: la natura come specchio

Silenzio e spazi aperti
La montagna offre un silenzio che la città ignora, in quel silenzio, ogni pensiero chiassoso si placa.Ci sono momenti in cui la vita ti chiede di rallentare, di tornare a sentire.
Lontano dal rumore, dalle notifiche e dalle aspettative, ho riscoperto la forza che avevo dentro: passo dopo passo, respiro dopo respiro.

Il contatto con il terreno
La pietra sotto le scarpe, il fango che sporca, la fatica che brucia nel polpaccio. Ogni sensazione è vera, corporea, non mediata dal superfluo: è lì che impari cosa significa essere presenti.

Il trail running non è solo corsa. È ascolto, presenza, autostima che si costruisce attraverso la fatica e la libertà. È il silenzio che ti riordina i pensieri, l’aria che ti restituisce energia, il corpo che diventa alleato e non più limite.


2. LA NATURA COME SPECCHIO

In montagna non puoi fingere. Se sei stanco, lo senti. Se hai paura, la affronti. Se molli, ti fermi. La natura non giudica, ma ti mostra chi sei, con onestà.
Correre in un bosco o su un sentiero di cresta è un atto di verità: la mente si svuota, il corpo parla. È lì che ho imparato ad accettarmi, a rispettare i miei tempi, a riconoscere la forza nei piccoli progressi.

  • Superare le proprie barriere
    Quando affronti una salita che sembra infinita, o un sentiero esposto, ogni piccolo progresso – un passo in più, un respiro più calmo – diventa un motivo per crederci di più.
  • Gestione della paura
    Il trail impone rispetto: per il dislivello, per il meteo, per il terreno. Ma la paura non sparisce: si riconosce e si affronta. E ogni volta che fai quel salto, ogni volta che scegli di non tirarti indietro, la fiducia cresce.
  • Costanza e disciplina
    Prepararsi per un trail significa allenarsi, programmare, ascoltare il corpo, accettare che ci saranno giorni difficili. Questa disciplina trasforma anche l’autostima: non è basata sul risultato, ma sulla dedizione.

3. IL POTERE DELLA FATICA: Benefici fisici e mentali

Le salite ti insegnano la pazienza. I tratti tecnici ti ricordano l’importanza dell’equilibrio. Ogni chilometro diventa una lezione di fiducia.
La fatica non è più un ostacolo, ma un linguaggio: ti parla di dedizione, di costanza, di rispetto per ciò che stai costruendo. E quando arrivi in cima, ti rendi conto che non hai solo conquistato la montagna — hai conquistato te stesso.

  • Riduzione dello stress e aumento della chiarezza mentale
    Correre in natura riduce l’ansia, dà ossigeno al cervello. Dopo un allenamento in montagna, la mente è più pulita, i pensieri più ordinati.
  • Autoconsapevolezza
    Scoprire i propri limiti: dove cadere, dove rallentare, dove rallentare per poi ripartire. E riconoscere le proprie risorse, passo dopo passo.

4. Corpo, mente, respiro

Dal punto di vista fisico, il trail è un allenamento completo: gambe forti, core stabile, postura solida. Ma il vero cambiamento è mentale. Correre in natura riduce lo stress, aumenta la lucidità, ti fa sentire parte di qualcosa di più grande.
Ogni passo è un ritorno all’essenziale, una ricarica profonda che riporta equilibrio dove prima c’era caos.

Tecnica e consigli pratici

  • Scelta del percorso
    Profila bene dislivello, terreno, lunghezza: non partire con troppa ambizione se sei alle prime esperienze.
  • Abbigliamento e attrezzatura
    Scarpe da trail con grip, abbigliamento a strati, bastoncini se servono. Portare l’essenziale: acqua, protezione solare, snack.
  • Respirazione e ritmo
    Impara a respirare correttamente, specialmente in salita. Alterna cammino e corsa se serve: il trail non è solo velocità, è gestione del respiro.
  • Ricarica emozionale
    Prenditi momenti per fermarti: guardare il panorama, respirare l’aria fresca, ascoltare il vento. Sono cue che rigenerano l’anima.

5. dalla montagna alla vita

Tutto ciò che impari in quota torna con te nella quotidianità. La resilienza, la calma, la consapevolezza.
Quando la pendenza si fa dura, nella corsa o nella vita, sai che puoi farcela. Sai che la vetta arriva per chi non smette di salire.


Conclusione

Il trail running mi ha insegnato che la vera autostima non nasce dal confronto, ma dal contatto con se stessi. Una forma di cura, un rito di ritorno a se stessi. È un dialogo tra sudore e silenzio, tra fatica e meraviglia.
La montagna non ti regala nulla, ma ti restituisce tutto: energia, equilibrio, libertà.

Forse non tutti hanno bisogno di correre per sentirsi vivi. Ma tutti abbiamo bisogno, ogni tanto, di tornare dove il respiro è più lento e il cuore più sincero.

Se vuoi migliorare la tua autostima, non serve un palcoscenico, basta un sentiero, un respiro profondo, e la volontà di fare il primo passo.

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