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Le mie radici: chi sono io

Le mie radici: domande e silenzi

Sono cresciuta innamorata degli spazi aperti. Lì trovavo respiro, libertà, possibilità. Ogni volta che mi sentivo chiusa in una stanza, anche da bambina, la mia mente cominciava a riempirsi di domande più grandi di me: “Ci si deve volere bene da soli? Sono abbastanza brava? Sono troppo? Faccio troppe domande? E se sbaglio? E se non riuscissi a realizzarmi? E se non sapessi controllare le mie emozioni? E se qualcuno mi giudicasse? E se nessuno fosse fiero di me? E se restassi sola?”

Quelle voci mi accompagnavano fin da piccolissima, instancabili, a volte pesanti. Ma c’era un solo luogo in cui smettevano di urlare: la natura.

Bastava un prato e delle margherite, e finalmente, il silenzio diventava accogliente.

La natura mi ha insegnato che non serve rispondere ai propri dubbi. Basta sedersi e guardare. E subito ti accorgi che sbagliare fa parte del cammino. Che le emozioni non vanno controllate. Che essere “troppo” può voler dire essere autentici.

Ed è proprio da lì che prende forma margherita’space: il mio spazio e il mio passo, il mondo in cui porto chi ha voglia di camminare insieme a me.

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